05/03/2010
IL TRIANGOLO DEL CREDITO
Prosegue il progetto teso ad aiutare le imprese del territorio che chiedono disponibilità di credito per le spese di gestione, attraverso gli interventi degli enti locali. Quello tra Confeserfdi, imprese ed enti locali è un triangono che funziona e che risponde alle aspettative delle aziende siciliane. “Si tratta-spiega il dott. Eugenio La Terra, responsabile dei rapporti con le Istituzioni- di un intervento considerato utilissimo per chi chiede credito a condizioni vantaggiose anche per le piccole somme. Numerosi enti, hanno stanziato in bilancio dei fondi per le imprese che svolgono l’attività nel loro territorio e, quindi, sottoscritto la convenzione con il confidi che prevede per le imprese assegnatarie un abbattimento del 40 per cento del tasso di interesse nominale sugli affidamenti ottenuti.
Sostanzialmente- aggiunge La Terra- l’accordo consiste in un prestito fiduciario finalizzato a investimenti, ripianamento, passività pregresse o al finanziamento dell’attivo circolante. Le destinatarie sono tutte le imprese, sotto qualsiasi forma giuridica, che abbiano sede nell’ambito del territorio comunale. Anche le imprese di nuova costituzione possono partecipare. L’importo massimo finanziabile è di 10 mentre la durata di ammortamento è di tre anni.Posso dire, con soddisfazione, che le imprese stanno rispondendo bene a questa iniziativa. Gli imprenditori devono fornire solo garanzie personali (fideiussioni) e non reali (pegno e ipoteche); inoltre la banca erogante beneficerà della garanzia ConfeserFidi fino ad un massimo dell’80% dell’importo erogato.
L’impresa paga il tasso di convenzione ConfeserFidi-banca; questo viene rimborsato, nella misura del 40% del tasso vigente al momento dell’operazione, mediante il contributo concesso dal Comune all’impresa, in un’unica soluzione anticipata o con tre accrediti annuali.
Sommando il contributo comunale a quello regionale (previsto nella misura del 60% degli interessi passivi dalla legge 11/2005) il tasso nominale applicato al finanziamento viene abbattuto a zero (tranne che per le aziende agricole, escluse dai benefici della legge 11/2005)”.