Rating di legalità

Rating di legalità

 

Descrizione Prodotto

  1. Cos’è il Rating di legalità

L’articolo 5‐ter del Decreto legge n.1/2012 ha introdotto il “Rating di legalità” per promuovere ed incentivare l’introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali.

Il decreto ha attribuito all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) il compito di elaborare ed attribuire, su istanza di parte, il Rating di Legalità.

Il rating di legalità ha quindi introdotto una scala di valori che misura la conformità alla legalità ed ai comportamenti etici da parte delle imprese, in tal modo ha riconosciuto un “sistema premiante” per le imprese che si conformano alla legge ed ai più alti standard etico/sociali e/o di governance adeguando, la propria struttura organizzativa ad una strategia improntata alla trasparenza ed alla correttezza etica.

 

  1. Come viene attribuito il rating di legalità

Il Rating di legalità viene attribuito dall’AGCM sulla base di autodichiarazioni fornite dall’impresa richiedente, e che sono oggetto di verifica per il tramite di controlli incrociati con i dati in possesso delle Pubbliche Amministrazioni interessate.

L’impresa ed il rating ad essa attribuito viene inserita in un elenco, consultabile pubblicamente sul sito web dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato e visionabile dai clienti, dai fornitori e dagli eventuali Partners; l’elenco viene costantemente aggiornato.

 

  1. Quali sono i pre‐requisiti per il riconoscimento del rating

I pre‐requisiti richiesti dalla normativa, sono tre:

  • Avere sede operativa sul territorio della Repubblica italiana; tuttavia un’impresa con sede legale estera, ma con sede operativa in Italia può avviare la procedura per ottenere il Rating di legalità.
  • Avere dichiarato un fatturato minimo di due milioni di euro nell’ultimo esercizio approvato
  • Essere iscritta, alla data della richiesta del rating, nel Registro delle imprese da almeno due anni.

 

  1. Requisiti per ottenere il rating

4.1 Requisiti «soggettivi»

I requisiti soggettivi sono soddisfatti nei casi in cui nei confronti degli amministratori, del direttore generale, del rappresentante legale, nonché dei soci persone fisiche titolari di partecipazione di maggioranza, anche relativa, non siano state adottate misure di prevenzione personale e/o patrimoniale e misure cautelari personali e/o patrimoniali e non sia stata pronunciata sentenza di condanna, o emesso decreto penale di condanna, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta, per i seguenti reati:

  • reati di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231
  • reati tributari
  • reati a seguito di accertamento di maggior reddito imponibile rispetto a quello dichiarato
  • non abbiano in corso procedimenti penali per reati di mafia

4.2 Requisiti “oggettivi

Ai fini della valutazione dei requisiti oggettivi, rilevano l’assenza di illeciti amministrativi in capo all’impresa, ovvero quando la stessa, nel biennio precedente la richiesta:

  • non sia stata destinataria di provvedimenti di condanna dell’AGCM o della Commissione Europea per illeciti antitrust gravi, o per pratiche commerciali scorrette.
  • non sia destinataria di provvedimenti dell’Autorità competente  di accertamento del mancato rispetto delle previsioni di legge relative alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di
  • effettui pagamenti   e  transazioni   finanziarie  di  ammontare superiore alla soglia di legge per il tramite di strumenti di pagamento tracciabili.
  • non sia destinataria di provvedimenti di revoca di finanziamenti pubblici per i quali non siano stati assolti gli obblighi di restituzione
  • non sia destinataria di provvedimenti sanzionatori dell’ANAC e non sussistano annotazioni nel Casellario informatico delle imprese, di  cui  all’art. 8 del  P.R.  n.  207/2010, che implichino preclusioni alla  stipula di contratti con la Pubblica Amministrazione per  violazioni  degli  obblighi  retributivi,  contributivi, assicurativi e fiscali nei confronti dei propri dipendenti e collaboratori; tali provvedimenti/condanne, rilevano solo se divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato

 

  1. Elementi accrescitivi del rating

L’impresa può incrementare il suo punteggio base, adottando comportamenti virtuosi che favoriscano e attestino la cultura della legalità al suo interno.
Ciascun comportamento virtuoso viene premiato con un segno +; al raggiungimento della terza + viene assegnata una stella.
E’ possibile raggiungere un massimo di tre stelle.
Si riportano di seguito le condizioni utili all’incremento del punteggio e, quindi, del  rating:

  • Il rispetto dei contenuti dei Protocolli di legalità sottoscritti dal Ministero dell’Interno, dalle Prefetture e dalle associazioni imprenditoriali;
  • L’utilizzo di sistemi di tracciabilità dei pagamenti, anche per importi non previsti dalla legge;
  • Previsione di clausole di mediazione, quando non obbligatorie per legge, nei contratti tra impresa e consumatori; oppure l’adesione a codici etici di autoregolamentazione delle associazioni di categoria;
  • L’adozione di un modello 231 o di una funzione / struttura organizzativa, anche in outsourcing, che espleti il controllo di conformità delle attività aziendali a disposizioni normative;
  • L’adozione di processi volti a garantire forme di Corporate Social Responsibility;
    L’iscrizione nelle White list per fornitori di servizi/lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;
  • L’adozione di modelli organizzativi di prevenzione e di contrasto della corruzioni.

Si potrà conseguire un segno + anche nel caso di denuncia (a cui segua l’effettivo esercizio dell’azione penale) di reati previsti dal regolamento.

 

  1. I vantaggi del Rating di Legalità per le imprese

Le imprese che conseguono il Rating di Legalità fruiscono di vantaggi; di seguito i principali:

  • Il primo vantaggio è il riconoscimento ufficiale del valore etico dell’attribuzione del Rating di Legalità; ciò rafforza l’immagine dell’impresa, determinandone un miglior posizionamento sul mercato. L’assegnazione del Rating ha un’influenza diretta sulla reputazione dell’impresa e determina una maggiore fidelizzazione dei clienti.
  • Il secondo vantaggio è rappresentato dalle facilitazioni per imprese, in occasione della concessione di agevolazioni da parte delle pubbliche amministrazioni; le pubbliche amministrazioni, infatti, in sede di predisposizione dei provvedimenti di concessione di finanziamenti, tengono conto del rating di legalità attribuito alle imprese, dando preferenza in graduatoria, attribuendo punteggio aggiuntivo, con la riserva di quote nelle risorse finanziarie allocate. Il sistema di premialità può essere graduato in ragione dei punteggi di rating.
  • Il terzo vantaggio è costituito dal fatto che le banche, nel processo di istruttoria per la concessione di finanziamenti, devono considerare il rating attribuito all’impresa; la valutazione di accesso al credito bancario individua nel rating di legalità una variabile qualitativa degna di considerazione. In sede di accesso al credito bancario, l’attribuzione del rating viene valorizzata ai fini: di una riduzione dei tempi di istruttoria, di una riduzione dei relativi costi e della determinazione delle condizioni economiche di erogazione. Gli Istituti di Credito, nel caso di non applicazione devono inviare alla Banca d’Italia, una dettagliata relazione sui casi in cui il rating di legalità non abbia influito sui tempi, sui costi di istruttoria o sulle condizioni economiche di erogazione, adducendone le ragioni correlate.
  • Il quarto vantaggio è rappresentato dal fatto che nel Codice degli Appalti, è prevista una premialità per le imprese alle quali è stato attribuito il Rating di Legalità, che diventa un elemento di scelta tra le imprese concorrenti. L’art. 95, al comma 13 prevede infatti che le amministrazioni aggiudicatrici indichino nel bando di gara, nell’avviso o nell’invito, i criteri premiali che intendono applicare nella valutazione dell’offerta.

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