Agevolazioni in scadenza

Agevolazioni in scadenza

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Ircac, CRIAS ed IRFIS Spa rendono operativa la moratoria dei finanziamenti. 

La moratoria è prevista dall’intesa raggiunta lo scorso 12 marzo  tra l’Assessorato Regionale Economia e  l’ABI Sicilia, che recepisce l’accordo raggiunto a livello nazionale tra l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e l’Associazione delle Imprese (tra cui Confcooperative e Legacoop) del 6 marzo 2020.  L’accordo, stabilito con l’obiettivo di contrastare la grave crisi di liquidità che colpisce il sistema economico nazionale e regionale, in seguito alla diffusione del  “COVID-19”,  consente di sospendere le rate mensili dei finanziamenti ottenuti dalle imprese dal sistema bancario, evitando il pagamento della quota capitale per un anno ed è previsto per tutti i rapporti di mutuo di medio e lungo termine. L’intesa raggiunta in Sicilia prevede l’estensione della moratoria dei mutui e contratti di finanziamento agli enti regionali IRFIS Finsicilia S.p.a., CRIAS e, appunto, Ircac. I soggetti interessati possono far pervenire una richiesta, i cui modelli sono presenti nei rispettivi siti.

Avviso ISMEA per acquisto terreni agricoli.

La Banca nazionale delle terre agricole di Ismea ha messo all’asta altri 10 mila ettari di terreni pubblici. E per facilitare l’acquisto da parte dei giovani, gli under 41 possono pagare in rate agevolate semestrali o annuali per 30 anni. La Banca, gestita da ISMEA, opera a livello nazionale. I nuovi 386 terreni messi all’asta dalla Banca delle terre si trovano soprattutto nel Mezzogiorno e le regioni più presenti sono la Sicilia con 125 appezzamenti di terreno (22%), la Basilicata (21%), l’Umbria (10%), la Puglia (9%) e la Toscana (8%). La superficie media è di 26 ettari, il triplo della media nazionale, e “possono produrre reddito fin da subito, senza investimenti onerosi”, spiega Ismea. I ricavi della vendita, attesi per almeno 130 milioni di euro, saranno reinvestiti in misure per i giovani agricoltori. Per le manifestazioni di interesse on line c’è tempo fino al 19 aprile.

Garanzia Giovani 2: riattivata l’agevolazione rivolta ai giovani siciliani fino a 35 anni.

Con oltre 200 milioni di euro la Regione Sicilia ha rilancianto la misura “Garanzia giovani ” che come già sperimentato negli anni passati si pone  l’obiettivo di migliorare l’occupazione dei giovani siciliani che non sono impegnati in un’attività lavorativa, offrendo misure concrete come i tirocini, formazione mirata all’inserimento lavorativo e l’apprendistato per la qualifica e il diploma. Molto attesa la misura dei tirocini extracurriculari – 58 milioni di euro la dotazione finanziaria – con cui verranno attivati percorsi che prevedono un periodo di formazione a diretto contatto con il mondo del lavoro, per favorire l’inserimento/reinserimento nel mercato di giovani disoccupati e/o inoccupati dove verrà riconosciuta un’indennità mensile per i destinatari di 300 o 500 euro nel caso di tirocini svolti da soggetti disabili e da persone svantaggiate. Tra le novità più importanti, rispetto al precedente “Garanzia giovani 1” la possibilità di allargare , in alcune misure come quella della formazione in azienda, la platea dei destinatari portando l’età massima dai 29 ai 35 anni. Pertanto per poter partecipare alle agevolazioni offerte da “Garanzia giovani 2” occorrerà seguire i seguenti passaggi:

Il primo passaggio è la registrazione al Portale: puoi registrarti in autonomia compilando il form di registrazione su Silavora.it. Dopo la registrazione al portale riceverai una e-mail con le credenziali per l’accesso.Se sei già iscritto al servizio DIDOnline non occorre inviare una nuova registrazione: username e password già in tuo possesso ti consentiranno di accedere alla tua area personale sul portale Garanzia Giovani.

Dopo l’adesione al Programma Garanzia Giovani, entro 60 giorni sarai contattato dal Centro per l’Impiego da te scelto per concordare un percorso personalizzato di orientamento e per stipulare con il CPI il tuo Patto di Servizio.

Entro 4 mesi dalla firma del Patto di Servizio, l’operatore del tuo Centro per l’Impiego ti illustrerà i servizi offerti da soggetti pubblici o privati accreditati, utili a conseguire una qualifica o ottenere un’opportunità di lavoro in linea con il tuo profilo.

Isi INAIL ediz.2019: 16 milioni € riservati alle aziende siciliane per la sicurezza nelle imprese.

Grazie a questo bando le imprese potranno investire nella sicurezza sul lavoro godendo di un contributo a fondo perduto fino al 65% per un importo massimo che può arrivare a 130.000 euro. Per quest’anno le linee di investimento quindi sono:

  1. Progetti di investimento e progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale
  2. Progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi
  3. Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto
  4. Progetti per micro e piccole imprese operanti nei settori Pesca (codice Ateco 2007 A03.1) e della Fabbricazione di mobili (codiceAtecoC31).
  5. Progetti per le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli

Il contributo per le tipologie 1,2 e 3 è del 65% ed potrà essere compreso tra un minimo di 5.000 euro ed un massimo di 130.000 euro.. Per gli investimenti della tipologia 4 è previsto un contributo pari al 65% ed un finanziamento compreso tra 2.000 e 50.000,00 Euro. Per gli investimenti della tipologia 5 dedicati al comparto agricolo è previsto un contributo compreso tra il 40e  50% ed un finanziamento compreso tra 1.000 e 60.000,00 Euro

L’invio delle domande avverrà attraverso il sito del INAIL. La presentazione delle domande avverrà per step. Entro il 31 gennaio 2020 verrà presentato il cronoprogramma delle scadenze che per grandi linee dovrebbe riproporre lo schema del 2019 che è stato: Il primo step è rappresentato dalla presentazione delle domande a partire dalla metà di Aprile fino a fine Maggio  per la valutazione del punteggio minimo necessario alla partecipazione e per l’inserimento della domanda. A partire dai primi di Giugno le imprese che abbiano raggiunto o superato la soglia minima di ammissibilità prevista e salvato la propria domanda, potranno accedere all’interno della procedura informatica per effettuare il download del proprio codice identificativo che le identificherà in maniera univoca e potrà partecipare al click day.

FONDO SICILIA

Diventa operativa la convenzione, tra la Regione Siciliana e Irfis-FinSicilia, per consentire l’utilizzo di 84 milioni di euro da destinare, attraverso il Fondo Sicilia, a chi vuole fare impresa sull’isola.

Destinatari: Imprese di qualsiasi dimensione, anche aventi sede all’estero, operanti in Sicilia.

I finanziamenti potranno essere concessi anche in favore di imprese in temporanea difficoltà o che incontrino temporanea difficoltà di accesso al credito. Il credito potrà essere richiesto per la 1. Realizzazione di nuovi investimenti; 2. Fabbisogno finanziario di circolante prodotto; 3. Emissione di minibond e/o obbligazioni ; 4. Consolidamento di passività e/o ristrutturazioni finanziarie.

Coronavirus, bando da 10 milioni di euro per l’accesso al credito di PMI e liberi professionisti

Pronto un bando a sostegno di una maggiore liquidità per Piccole e medie imprese e professionisti dell’Emilia-Romagna. La Regione mette a disposizione, attraverso il sistema dei Confidi, 10 milioni di euro, risorse che sosterranno investimenti per circa 100 milioni del sistema produttivo emiliano-romagnolo. È stato approvata questo pomeriggio, dalla Giunta regionale, una misura per l’abbattimento dei costi per l’accesso al credito finalizzato alla ripresa del sistema produttivo regionale, in seguito all’emergenza sanitaria Covid19. Il bando si rivolge ai Confidi, cui verrà trasferito un fondo da destinare all’abbattimento dei costi sostenuti dalle imprese e dai professionisti del territorio dell’Emilia-Romagna che richiedano dei finanziamenti, con un primo stanziamento di 10 milioni di euro. I destinatari del credito sono sia le imprese che i professionisti di tutti i settori produttivi (eccetto le imprese dell’agricoltura che già beneficiano di altre misure di sostegno), che debbono avere un’unità locale e/o sede legale nel territorio dell’Emilia-Romagna. Il finanziamento massimo di liquidità è di 150 mila euro. La Regione interviene per l’abbattimento totale degli interessi e delle spese per la pratica. Per quanto riguarda i liberi professionisti e lavoratori autonomi, questi devono essere titolari di partita Iva e iscritti agli ordini professionali o aderenti alle associazioni professionali. La domanda deve essere redatta dai Confidi utilizzando il modello disponibile, a breve, sul sito regionale ER Imprese. Le imprese e i professionisti potranno rivolgersi direttamente ai Confidi selezionati, per ottenere il contributo regionale.

Dalla Regione 3,4 milioni per ridurre il peso degli interessi – Fino a 1,6 punti in meno rispetto ai tassi di mercato

Lo prevede un bando approvato dalla Giunta di Viale Aldo Moro che mette a disposizione un “tesoretto” di 3,4 milioni di euro per la concessione di contributi in conto interessi per alleggerire il costo dei finanziamenti a breve e a medio termine concessi dagli istituti di credito per far fronte alle spese varie legate all’ordinaria gestione aziendale (acquisto di concimi, sementi, carburanti, affitto terreni, ecc.) fino alla vendita dei prodotti. Una significativa iniezione di risorse che, in base ad una prima stima, consentiranno di attivare un volume complessivo di investimenti pari a circa 220 milioni di euro, indirizzata alle imprese agricole con particolare riferimento a quelle che nel biennio 2018/2019 hanno beneficiato di contributi per danni da calamità e/o aziende ortofrutticole con superficie minima di 2 ettari, oltre a quelle condotte da giovani con meno di 41 anni di età o situate in zone svantaggiate (come ad esempio quelle montane).

La dotazione finanziaria del bando – che si avvale dell’intermediazione degli Agrifidi, gli organismi che assistono le imprese agricole nei rapporti con il sistema bancario – è articolata in due tranche: la prima, di importo pari a 1 milione di euro, è destinata al concorso nel pagamento degli interessi sui prestiti a breve (fino a 12 mesi); la seconda e più sostanziosa tranche di 2,4 milioni di euro sarà invece utilizzata per l’erogazione dei contributi sui prestiti a più lunga scadenza (da 12 fino a 36 mesi) fino ad massimo di 800 mila euro per ciascun anno del triennio 2020/2022.

L’importo dei prestiti varia da un minimo di 6 mila ad un massimo di 150 mila euro per azienda nel caso del credito a breve termine e da 12 mila a 500 mila euro per il credito a medio termine.

Per i prestiti a breve si va da un minino di 1,30 punti percentuali in meno rispetto ai tassi ordinari di mercato per la generalità delle aziende fino ad un massimo di 1,50 punti per le imprese guidate da giovani under 41 e quelle situate in zone svantaggiate. Taglio dei tassi fisso di 1,60 punti per i prestiti da 12 a 36 mesi di durata.

L’istruttoria delle domande effettuata dagli Agrifidi. L’istruttoria delle domande è affidata agli stessi Agrifidi, che dovranno approvare le graduatorie finali entro il 31 maggio prossimo.

Per candidarsi ad ottenere i contributi le imprese devono esercitare in forma prevalente l’attività agricola, essere iscritte all’apposita sezione della Camera di commercio e all’Anagrafe regionale delle aziende agricole. Inoltre devono presentare un bilancio o conto economico in equilibrio e essere in regola con i versamenti contributivi, previdenziali e assistenziali. Gli aiuti saranno concessi con la formula de minimis, cioè con un tetto di 20 mila euro nell’arco dell’ultimo triennio per ogni singola azienda.

Le domande di contributo vanno presentate entro il 30 aprile 2020 all’Agrifidi di appartenenza e all’istituto bancario prescelto utilizzando l’apposita modulistica allegata alla delibera di approvazione del bando. La ripartizione tra gli organismi di garanzia del plafond di risorse a disposizione sarà effettuata in base all’ammontare delle richieste pervenute agli stessi Agrifidi.

POR FESR 2014/2020 Azione 3.1.1 “Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”

Il presente Avviso è emanato in attuazione dell’Asse Prioritario III “Competitività del sistema produttivo”, Obiettivo tematico 3 “Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese”, Azione 3.1.1 “Aiuti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili, e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale” del POR FESR 2014/2020 della Regione Abruzzo.

Obiettivo del presente avviso è quello di sostenere la competitività delle imprese, attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, che costituiscono una novità per l’impresa e/o per il mercato e l’innovazione dei processi produttivi.

L’avviso pubblico, approvato con la Determinazione n. DPG015/115 del 25/02/2020, è in corso di pubblicazione sul BURAT speciale del 6/03/2020.

Concessione di aiuti a sostegno della competitività delle imprese, attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, che costituiscono una novità per l’impresa e/o per il mercato e l’innovazione dei processi produttivi

La piattaforma informatica dedicata sarà accessibile a partire dalle ore 12:00 del giorno 06/03/2020 e fino alle ore 12:00 del giorno 20/04/2020.

FEAMP 2014/2020: prossima riapertura della Misura 2.48 Investimenti produttivi nel settore dell’acquacoltura.

Si comunica che è in corso di definizione il bando della Misura 2.48 “investimenti produttivi nel settore dell’acquacoltura”, la cui pubblicazione è prevista entro la fine del mese di febbraio c.a.

Al fine di consentire il completo utilizzo della dotazione finanziaria residua assegnata alla Misura, diversamente da quanto consentito con il precedente bando, alla data di scadenza potranno essere valutati unicamente i progetti esecutivi ovvero quelli provvisti di tutte le autorizzazioni, concessioni e nulla osta dovuti per legge.

La misura 2.48 è incentrata su iniziative destinate a Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell’acquacoltura (Sottomisura 1), a preservare e tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse (Sottomisura 2) e a Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori (Sottomisura 3).

 In sintesi, sono previsti investimenti per:

  • recuperare e sfruttare le aree maggiormente vocate;
  • riqualificare e diversificare le produzioni e i processi produttivi garantendo la compatibilità con l’ambiente e le risorse disponibili;
  • valorizzare il prodotto sul mercato;
  • diversificare l’attività con altre complementari.

– Garanzia IN – Contributi a fondo perduto per disabili e categorie protette per avviare attività d’impresa

Garanzia IN (INserimenro, INclusione, INtegrazione): 25.000 euro a fondo perduto destinati ai soggetti iscritti nelle liste dei disabili e delle categorie protette (l.68/99) per iniziative imprenditoriali, anche sperimentali. Beneficiari:

  •  Soggetti iscritti alle liste di cui alla legge 68/99;
  • residenti nel territorio della Regione Campania;
  • che alla presentazione dell’istanza di partecipazione all’Avviso risultano in stato di disoccupazione;
  • non titolari di P.IVA anche se non movimentata

Dotazione finanziaria € 1.000.000,00

  • Forma giuridica organizzativa
  • Ditte individuali;
  • società (s.r.l., s.r.l.u, s.a.s, s.n.c., società cooperative)

Ambiti settoriali esclusi

  • Pesca e acquacultura;
  • esportazioni;
  • costruzioni navali;
  • siderurgia;
  • fibre sintetiche

Servizi reali erogati

  • Sviluppo Campania S.p.A, società in house della Regione Campania erogherà i seguenti servizi:
  • Screening dei profili professionali e delle competenze dei potenziali beneficiari;
  • incontri collettivi seminariali finalizzati ad esaminare i diversi aspetti della gestione di impresa;
  • colloqui personalizzati;
  • consulenza specialistica alla stesura del progetto di impresa.

Servizi finanziari Euro 25.000 pro-capite a fondo perduto

Spese ammissibili

  • Beni materiali e beni immateriali purché funzionali al ciclo produttivo, nuovi od usati acquistati da soggetti autorizzati;
  • spese di esercizio per il primo anno di attività (materie prime, semilavorati, prodotti finiti, utenze e canoni di locazione nella misura massima della misura del 25% dell’importo ricevuto;
  • non sono ammissibili l’acquisto di terreni, costruzioni e ristrutturazioni, nonché l’acquisto di immobili;
  • non è ammissibile l’IVA sull’acquisto dei beni di investimento;
  • non sono ammissibili le spese per prestazioni di servizi e per stipendi e salari

Modalità di partecipazione Attraverso la presentazione, presso i servizi centrali di collocamento mirato provinciali territorialmente competenti, del Modulo di disponibilità allo svolgimento di politica attiva Modalità di ammissione al contributo Al termine del percorso di orientamento e accompagnamento al progetto di impresa, i partecipanti compileranno la domanda di ammissione a contributo fornita dai Centri per l’impiego individuati dalla Regione Campania, sottoscritta ed inviata con allegato documento di identità all’indirizzo di posta elettronica: garanziain.autoimprenditorialita@sviluppocampania.it La procedura adottata è a Sportello. L’Avviso ha validità dalla data di pubblicazione sul Burc fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Aiuti alle MPI artigiane

Avviso finalizzato a sostenere programmi di spesa per la competitività delle imprese artigiane ed è rivolto alle micro e piccole imprese che abbiano l’unità oggetto dell’intervento nella Regione Campania, siano attive ed operanti da almeno due anni alla data di pubblicazione dell’Avviso e risultino iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle Imprese istituita presso la CCIAA territorialmente competente alla data di pubblicazione dell’Avviso. L’ammontare delle risorse destinate al finanziamento del presente Avviso è pari a 10 Milioni di Euro. Le tipologie di investimento ammissibili sono:
  • lo sviluppo di lavorazioni con utilizzo di nuove tecnologie e nuovi materiali,
  • lo sviluppo di nuove applicazioni di prodotto e design, le innovazioni organizzative tramite l’utilizzo delle TLC, l’adozione di nuovi metodi che hanno lo scopo di aumentare le prestazioni dell’impresa, l’adozione di nuove soluzioni cloud computing,
  • l’implementazione di azioni di marketing che comportano significativi cambiamenti alla promozione dei prodotti o nelle politiche di prezzo, e-commerce,
  • il miglioramento delle performance ambientali aziendali,
  • il miglioramento dei livelli di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Le spese ammissibili sono relative a:
  • impianti, macchinari, attrezzature,
  • programmi informatici, brevetti, licenze, know-how, conoscenze tecniche non brevettate con la relativa formazione specialistica nel limite del 30% del totale del programma di spesa,
  • servizi specialistici in tema di ICT, marketing e innovazione nel limite del 5% del totale del programma di spesa,
  • spese relative alla ristrutturazione della sede operativa – in misura non superiore al 30% del programma di spesa – e installazione di impianti, strettamente necessari e funzionali allo svolgimento dell’attività di impresa,
  • spese relative al capitale circolante nella misura massima del 30% del programma di spesa, limitatamente a interessi passivi su finanziamento bancario, spese per acquisizione garanzie, materie prime, materiali, semilavorati.
La procedura di selezione delle domande di agevolazione è a “sportello valutativo”. Saranno considerate presentate contemporaneamente tutte le domande di partecipazione pervenute e firmate all’interno di un arco temporale di 20 minuti a partire dagli orari di apertura della procedura informatica. Nel caso in cui le risorse finanziarie non consentano l’accoglimento integrale delle domande con lo stesso ordine cronologico queste sono ammesse all’istruttoria e finanziate in base alla posizione assunta nell’ambito di una specifica graduatoria di merito fino ad esaurimento delle disponibilità finanziarie. Il programma di spesa deve essere avviato dopo la presentazione della domanda e dovrà prevedere spese ammissibili per un importo minimo di 10.000,00 € ed un importo massimo di 50.000,00 €. Le spese ammissibili si intendono al netto dell’IVA. Le agevolazioni sono concesse in regime di “de minimis” nella forma di un contributo a fondo perduto, nella misura massima del 50% del totale delle spese ammissibili del programma di spesa, fino ad un importo massimo di 25.000,00 euro. Le domande di agevolazione dovranno essere compilate on line e inviate mediante procedura telematica.
  • Dal 10 gennaio 2020 sarà resa disponibile sui siti della Regione Campania e di Sviluppo Campania spa la modulistica per la presentazione delle istanze.
  • Dal 16 gennaio 2020 sarà possibile iniziare la registrazione nel sistema e la successiva compilazione della modulistica.
  • Dalle ore 13:00 del 03/02/2020 sarà possibile presentare la domanda fino alle ore 13:00 del 04/03/2020. Il termine ultimo del 04.03.2020 potrà essere anticipato alla data in cui saranno presentate richieste di contributi pari al 150% della dotazione finanziaria disponibile, dandone informativa sul sito di Sviluppo Campania e della Regione Campania.

Bando delle Idee – “Vitamina G”

Il Bando delle Idee sostiene la realizzazione, l’implementazione e il potenziamento di idee e progetti portati avanti nel territorio delle Regione Lazio da under35 favorendo lo spirito di iniziativa e lo sviluppo di attività creative, artistiche, culturali, sportive, di ricerca e di studio, del tempo libero, della vita associativa, di aggregazione, di innovazione tecnologica, di innovazione sociale e di solidarietà.

Potranno presentare il progetto oltre ad Associazioni Giovanili o ATS giovanili e tutti i giovani cittadini del Lazio organizzati in gruppi informali composti da minimo 3 persone.

Ogni progetto potrà beneficiare di un contributo fino a € 25.000,00 a fondo perduto, erogato in due tranche, rispettivamente del 60% (come anticipazione) e del 40% (a saldo). Per i progetti di valore inferiore a € 25.000,00, il contributo potrà corrispondere all’integralità dell’importo programmato. Fermo restando il massimo del contributo di € 25.000,00 riconoscibile a ciascun progetto, saranno ritenute comunque ammissibili proposte progettuali per un valore fino a € 50.000,00, comprensivi di eventuali quote di cofinanziamento da parte dei beneficiari o di soggetti sostenitori. Scadenza presentazione domande 04/05/2020.

CCIAA di Roma – Bando Startup – Edizione 2020

La Camera di Commercio di Roma, nell’ambito delle proprie finalità di sostegno allo sviluppo economico e occupazionale del territorio provinciale, con particolare attenzione al supporto di quelle categorie che tradizionalmente risultano svantaggiate, quali le nuove realtà in fase di creazione e di avvio di impresa, alla luce dell’attuale congiuntura recessiva che il sistema economico dell’intero Paese sta attraversando, ha adottato la presente misura per sostenere lo start up aziendale, abbattendone i costi ed incentivando la concretizzazione di idee imprenditoriali e la nascita di nuove imprese, al fine di sostenere la ripresa della produttività, la crescita e lo sviluppo economico del territorio. La misura, a supporto dei processi di creazione e avvio di una nuova attività d’impresa, consiste in un contributo a favore di aspiranti imprenditori per il costo di taluni servizi per la costituzione di una nuova impresa, erogati dai Centri di Assistenza Tecnica e Centri Servizi per l’Artigianato, quali Soggetti Attuatori dell’iniziativa. Per accedere al contributo, chi intende creare una nuova impresa a Roma o provincia deve recarsi presso una sede territoriale di uno dei soggetti attuatori dell’iniziativa per ricevere le informazioni e l’assistenza tecnica necessarie per la propria idea imprenditoriale e per presentare domanda di accesso al servizio di accompagnamento per la creazione di una nuova impresa. Ogni candidato può presentare una sola domanda. L’elenco dei servizi offerti e delle relative tariffe applicate è contenuto nel Regolamento. La misura consiste nell’abbattimento del costo del servizio di accompagnamento da erogarsi a favore dell’aspirante imprenditore, fino ad un massimo di Euro 2.500,00 al netto dell’IVA, ovvero fino ad un massimo di Euro 3.000,00 al netto dell’IVA nel caso di costituzione di società di capitali. La presente iniziativa dura fino all’esaurimento dello stanziamento messo a disposizione dalla Camera, pari a complessivi € 800.000,00, e, comunque, fino al 31 dicembre 2020.

Aiuti alle imprese per lo Smart Working, pronti 2 milioni di euro

Due milioni di euro per favorire lo smart working. È la nuova misura della Regione per aiutare le imprese del Lazio a proseguire la loro attività e permettere ai lavoratori di lavorare da casa in questo momento di emergenza epidemiologica. Il finanziamento potrà essere utilizzato sia per servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working, sia per l’acquisto di strumenti tecnologici per l’attuazione del piano di smart working aziendale Lo strumento, un avviso pubblico, viene incontro alle specifiche richieste ricevute pochi giorni fa durante un incontro della Giunta regionale con le parti datoriali e sociali e verrà pubblicato giovedì prossimo con modalità a sportello. Il finanziamento potrà essere utilizzato sia per servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working, sia per l’acquisto di strumenti tecnologici per l’attuazione del piano di smart working aziendale. L’investimento, passata questa fase, rimarrà comunque un valido progetto, capace di incrementare la produttività delle imprese e migliorare il benessere dei lavoratori anche attraverso una maggiore conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

3 milioni per investimenti verdi e digitali di cinema, teatri e librerie indipendenti, nuovo bando della Regione Lazio: contributi a fondo perduto fino a 100 mila euro

Online il bando della Regione Lazio che sostiene con contributi a fondo perduto fino a 100mila euro gli investimenti green (ristrutturazioni con diagnosi energetica) e digitali di Cinema, Teatri e Librerie Indipendenti. L’Avviso ha una dotazione finanziaria di 3 milioni di euro, di cui 2 milioni a valere sull’azione 3.5.2 (digitalizzazione) e 1 milione a valere sull’azione 4.2.1 (efficienza energetica) del POR FESR 2014-2020. I destinatari degli Aiuti previsti dal presente Avviso sono le MPMI, inclusi i Liberi Professionisti, che alla data di presentazione della Domanda:

  • siano “titolari” o “gestori” di teatri o sale cinematografiche, in relazione alla titolarità degli investimenti previsti nel Progetto, oppure svolgano attività di libreria indipendente;
  • abbiano nel territorio del Lazio una o più sedi operative in cui realizzare il Progetto, adibite a sala cinematografica e/o teatro e/o libreria, tutte dotate delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente;
  • qualora una o più Sedi Operative non siano nella disponibilità della MPMI alla data di presentazione della Domanda, è comunque consentito presentare Domanda, purché tali Sedi Operative siano già individuate, al fine di verificare che siano tutte dotata delle autorizzazioni previste dalla normativa vigente; in tal caso la MPMI dovrà disporre di tali Sedi Operative entro la data della prima erogazione.

Per Libreria Indipendente si intende un esercizio specializzato nella vendita al dettaglio di libri, che non abbia più di due punti vendita al dettaglio, il cui Fatturato complessivo non superi i 2 milioni di Euro e il cui Fatturato derivante dalla vendita di libri nuovi sia almeno pari al 60% o, nel caso di Librerie localizzate fuori da Roma Capitale, almeno pari al 50%. Rientrano nella definizione di Libreria anche le piccole case editrici che abbiano almeno un punto vendita al dettaglio su strada, ferme le altre limitazioni sopra indicate. L’Aiuto è concesso in regime De Minimis, sotto forma di contributo a fondo perduto, nella misura massima di 100.000 Euro per ogni MPMI, così calcolato:

  • 80% fino all’importo di 50.000 euro del Progetto (fino, quindi, a 40.000 Euro di contributo)
  • 30% per l’importo eccedente tale limite di 50.000 Euro fino al raggiungimento dell’importo massimo complessivo del contributo di Euro 100.000.

Resta fermo il rispetto:

  • del massimale per Impresa Unica previsto dal De Minimis;
  • del divieto di cumulo con altri Aiuti concessi sulle stesse spese ai sensi del Reg. (UE) 651/2014;
  • delle eventuali previsioni dalla normativa specifica riguardante l’Aiuto o il finanziamento pubblico cumulato.

Le risorse complessive sono riservate:

  • 1 milione ai teatri (inclusi multisala);
  • 1 milione alle librerie indipendenti;
  • 1 milione alle sale cinematografiche (incluse multisala).

È prevista inoltre una quota pari al 20% della dotazione per le micro, piccole e medie imprese (MPMI) ubicate in uno dei Comuni ricadenti nelle Aree di Crisi Complessa della Regione Lazio. Sono agevolabili Progetti che prevedono una o entrambe le seguenti tipologie di interventi:

  • Investimenti per l’adozione di tecnologie digitali (inclusi i canoni iniziali di nuovi servizi erogati in modalità “Software as a Service”), eventuali Servizi connessi;
  • Investimenti per l’efficienza energetica come risultanti da una Diagnosi Energetica Semplificata (DESE) o relativi ad uno o più Investimenti Standardizzati, il costo della Diagnosi Energetica stessa.

È ammissibile un solo Progetto con riferimento al medesimo teatro, libreria indipendente o sala cinematografica. Un unico Progetto può riguardare interventi da realizzarsi in più di un teatro, libreria indipendente o sala cinematografica riferiti alla medesima MPMI. Ogni MPMI può presentare un’unica Domanda. Tutti i Progetti devono:

  • essere realizzati in un teatro, libreria indipendente o sala cinematografica localizzata nel Lazio, nella disponibilità della MPMI beneficiaria e in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie per operare;
  • presentare un importo complessivo non inferiore a 15.000 Euro se riferiti a teatri o sale cinematografiche e non inferiore a 10.000 Euro se riferiti a librerie indipendenti;
  • essere realizzati, pagati e rendicontati successivamente entro 12 mesi dalla concessione del contributo.

Oltre alle Spese Ammissibili da rendicontare relative alle tipologie A e B sono riconosciuti:

  • Costi del Personale a forfait pari al 10% del totale degli altri costi
  • Costi Indiretti a forfait pari al 5% del totale delle Spese Ammissibili da rendicontare relative alla tipologia A
  • Costi Indiretti a forfait pari all’1% del totale delle Spese Ammissibili da rendicontare relative alla tipologia B

Le richieste di contributo devono essere presentate esclusivamente via PEC, dalle ore 12:00 del 31 gennaio 2020 e fino alle ore 18:00 del 23 marzo 2020 successivamente alla finalizzazione del formulario GeCoWEB, utilizzando la modulistica in parte prodotta automaticamente da GeCoWEB stesso dalle ore 12:00 dell’8 gennaio 2020 e fino alle ore 12:00 del 16 marzo 2020. Per l’accesso al sistema GeCoWEB è necessaria la preventiva registrazione al portale www.impresainungiorno.gov.it e relativa autenticazione per l’accesso ai servizi on-line ivi forniti.

Le domande potranno essere presentate dalle micro e piccole imprese agricole, dotate di partita Iva con codice attività riferito all’attività agricola prevalente, dal 15 gennaio al 15 marzo 2019.

POR FSE: Bonus Occupazionale per le Imprese

Destinato ai disoccupati partecipanti alle iniziative Contratto di Ricollocazione Generazione e Tirocini extracurriculari per persone con disabilità, l’avviso pubblico approvato dalla Regione Lazio relativo relativi all’Azione Cardine n. 24 Sperimentazione del contratto di ricollocazione del POR FSE 2014/2020, in particolare nell’ambito dell’Asse I – Priorità di investimento 8.ii) “L’integrazione sostenibile nel mercato del lavoro dei giovani (FSE), in particolare quelli che non svolgono attività lavorative, non seguono studi né formazione, inclusi i giovani a rischio di esclusione sociale e i giovani delle comunità emarginate, anche attraverso l’attuazione della garanzia per i giovani” – Obiettivo specifico 8.1 “Aumentare l’occupazione dei giovani”.

Lo stanziamento complessivo di euro 3.000.000 destina pertanto incentivi alle imprese che assumano i soggetti su indicati con contributi che variano a seconda della tipologia di contratto adottato:

  • Contratto a tempo indeterminato (anche in regime di somministrazione). È compreso anche il contratto di apprendistato professionalizzante di cui all’art. 47, co. 4 del Dlgs 81/2015: 8.000 euro per il full time, 4.000 euro per il part time.
  • Contratto a tempo determinato maggiore o uguale a 12 mesi (anche in regime di somministrazione) 5.000 euro per il full time, 2.500 euro per il part time.
  • Contratto a tempo determinato da 6 a 11 mesi (anche in regime di somministrazione) 2.500 euro per il full time, 1.250 euro per il part time.

Dal Bonus sono esclusi i seguenti contratti di lavoro:

  • lavoro domestico;
  • attività riguardanti la divisione 92 “Attività riguardanti le lotterie, le scommesse, le case da gioco” della classificazione ATECO 2007:
    • 00.01 Ricevitorie del Lotto, SuperEnalotto, Totocalcio, eccetera;
    • 00.02 Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone;
    • 00.09 Altre attività connesse con le lotterie e le scommesse.

Le risorse messe a disposizione per i bonus occupazionali sono disponibili ad accesso continuo con finanziamento “on demand” fino all’esaurimento dei fondi in base all’ordine di ricevimento delle richieste di contributo e verranno istruite a cadenza mensile.

La Regione si riserva la facoltà di incrementare la dotazione finanziaria dell’avviso.

La fruizione del Bonus è subordinata al rispetto, da parte del datore di lavoro che assume, delle condizioni fissate dall’art. 1, comma 1175, della legge n. 296/2006 di seguito elencate:

  • regolarità degli obblighi di contribuzione previdenziale e assenza delle violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro. Si tratta delle condizioni alle quali è subordinato il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC);
  • rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.

In caso di opzione per il regime “de minimis” il bonus occupazionale corrisponde all’intero importo previsto in base alla tipologia di contratto e durata di orario di lavoro ed è concesso anche nel caso in cui il lavoratore assunto, disoccupato e destinatario delle politiche attive regionali, non possegga i requisiti specifici previsti dall’art. 2 punto 4) del Reg. 651/2014.

In caso di opzione per il regime di aiuti in esenzione (Reg. 651/2014), l’importo del bonus è concesso nella misura massima del 50%, (ex art. 32 del Reg. UE 651/2014) del costo salariale del lavoratore svantaggiato assunto, elevato al 75% nel caso di lavoratore disabile, entro i massimali indicati dall’avviso.

L’entità del bonus non sarà modificata in caso di trasformazione del contratto da part-time a full time successiva alla richiesta del bonus da parte del beneficiario, né in caso di trasformazione da tempo determinato in tempo indeterminato.

I destinatari dell’avviso, oltre alla partecipazione alle politiche attive su indicate, devono essere, alla data di assunzione, lavoratori disoccupati ai sensi della normativa nazionale vigente.

Lo stato di disoccupazione è attestato dalla data di rilascio della DID (Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro).

Se stranieri, i destinatari devono essere in possesso di regolare permesso di soggiorno in corso di validità che consenta l’esercizio di un’attività lavorativa.

Qualora il datore di lavoro opti per la concessione dell’incentivo in regime di aiuti in esenzione (Reg. 651/2014), i destinatari, oltre ai requisiti suindicati, devono essere in possesso di almeno uno dei requisiti per la definizione di lavoratori svantaggiati come definiti dall’art. 2 punto 4) del Reg. 651/2014:

a) per i neoassunti con età compresa tra 24 e 50 anni, non aver avuto un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi antecedenti all’assunzione; b) avere un’età compresa tra i 15 e i 24 anni; c) aver superato i 50 anni di età; d) non possedere un diploma di scuola media superiore o professionale (livello ISCED 3) o aver completato la formazione a tempo pieno da non più di due anni e non avere ancora ottenuto il primo impiego regolarmente retribuito; e) essere un adulto che vive solo con una o più persone a carico; f) essere occupato in professioni o settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25 % la disparità media uomo-donna in tutti i settori economici dello Stato membro interessato se il lavoratore interessato appartiene al genere sottorappresentato; g) appartenere a una minoranza etnica di uno Stato membro e avere la necessità di migliorare la propria formazione linguistica e professionale o la propria esperienza lavorativa per aumentare le prospettive di accesso ad un’occupazione stabile.

Sono beneficiarie degli aiuti le imprese che assumono, a decorrere dal 19 marzo 2019, con contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato di almeno lavoratori in possesso dei requisiti stabiliti all’art. 4 dell’avviso.

Le imprese richiedenti, devono inoltre possedere i seguenti requisiti:

  1. avere una sede operativa ubicata sul territorio della Regione Lazio presso la quale viene assunto il lavoratore per cui viene richiesto il bonus;
  2. essere regolarmente iscritte presso il registro delle imprese della CCIAA territorialmente competente con stato attivo (solo per coloro che sono tenuti a tale adempimento ad esempio imprese, società tra professionisti ecc.); ovvero sono regolarmente iscritte al relativo albo, elenco, ordine o collegio professionale, ove obbligatorio per legge, iscritte ad associazioni professionali inserite nell’elenco di cui alla L. 4/2013 art. comma 7 e/o alla L. R. n. 73/2008, iscritte alla Gestione Separata dell’INPS come liberi professionisti senza cassa, e – in ogni caso – sono in possesso di partita iva rilasciata da parte delle Agenzia delle Entrate per lo svolgimento dell’attività (solo per i liberi professionisti);
  3. essere in regola con la normativa sugli aiuti di Stato in regime “de minimis” (Regolamento (UE) n. 1407/2013 o in regime in esenzione (Reg. n. 651/2014);
  4. essere in regola con le norme in materia contributiva e previdenziale attestate nel DURC;
  5. garantire trattamenti non inferiori a quelli previsti dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e territoriali, se presenti, sottoscritti dalle Organizzazioni Sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale;
  6. essere in regola con la normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro, assicurazioni sociali obbligatorie nonché rispettare la normativa in materia fiscale;
  7. essere in regola con le assunzioni previste dalla Legge 68/99 sul collocamento mirato ai disabili;
  8. essere regolarmente costituite secondo il proprio regime giuridico;
  9. essere operative alla data di presentazione della presente domanda di bonus occupazionale;
  10. non essere state destinatarie, nei tre anni precedenti la data di presentazione della domanda di agevolazione, di provvedimenti di revoca di agevolazioni pubbliche ad eccezione di quelli derivanti da rinunce da parte delle imprese;
  11. non trovarsi in stato di fallimento, di liquidazione, di cessazione di attività o di concordato preventivo e in qualsiasi altra situazione equivalente secondo la legislazione del proprio stato, ovvero di non avere in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni;
  12. non sussistere nei propri confronti cause di divieto, decadenza o sospensione di cui al Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 “Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, nonché nuove diposizioni in materia di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 13 agosto 2010, n. 136”;
  13. non aver ricevuto alcuna condanna, con sentenza passata in giudicato, per qualsiasi reato che determina l’incapacità a contrattare con la P.A;
  14. non sussistere nei propri confronti cause di esclusione di cui all’art. 1 bis comma 14 della Legge 18/10/2001 n. 383 e s.m.i. e di non essere destinataria di sanzioni interdittive di cui al D.Lgs. n. 231/2001 o di altre sanzioni interdittive limitative, in via temporanea;
  15. non aver effettuato nei sei mesi precedenti alla data di assunzione incentivata:
    • licenziamenti individuali o plurimi, ai sensi della normativa vigente;
    • licenziamenti collettivi ai sensi della normativa vigente;
    • procedure di mobilità ordinarie e in deroga ai sensi della normativa vigente.

Il Bonus occupazionale può essere riconosciuto a favore dell’impresa somministratrice anche nel caso di stipula di un contratto di somministrazione di lavoro, a tempo indeterminato, fermo restando, in particolare, quanto disposto dalla circolare INPS n. 57/2016.

Non potranno invece usufruire dei benefici previsti dal presente avviso le imprese che abbiano beneficiato, per il medesimo lavoratore, di altri incentivi all’occupazione approvati dalla Regione Lazio a valere sul POR FSE 2014-2020 o sul PON IOG – Garanzia Giovani.

Sono escluse dai benefici dell’avviso anche le assunzioni effettuate dalla Pubblica Amministrazione, individuabile assumendo a riferimento la nozione e l’elencazione recati dall’art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001 e smi.

Le domande di richiesta dell’incentivo potranno essere presentate a partire dalla pubblicazione del presente avviso ed entro le ore 12:00 del 29 gennaio 2021 per le assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2020.

Formazione e informazione su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 

La Regione Lazio ha approvato un nuovo avviso pubblico, che intende realizzare interventi finalizzati a rafforzare la tutela dei lavoratori, per promuovere l’inclusione attiva nei progetti delle imprese del territorio, con particolare riferimento alle micro e alle piccole e medie imprese, favorendo altresì la costituzione di reti di collaborazione delle stesse in materia di sicurezza del lavoro.

In particolare, tramite l’avviso la Regione intende dare attuazione alle azioni previste dall’art. 2 del Protocollo d’Intesa “Più Salute e Sicurezza sul Lavoro” sottoscritto il 29 aprile 2019, potenziando gli interventi tesi a rafforzare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro e del benessere dei lavoratori con una attenzione particolare anche alle azioni che concorrono a promuovere la responsabilità sociale dell’impresa.

Si prevede pertanto di realizzare interventi formativi dedicati ai soggetti previsti dall’art. 2, lettere c) e d) del Protocollo medesimo, anche con il coinvolgimento degli Organismi Paritetici di cui all’articolo 51, d.lgs. n. 81/2008, s.m.i., ovvero:

  • Lavoratori
  • Datori di lavoro delle PMI
  • Piccoli imprenditori di cui all’articolo 2083 c.c.
  • liberi professionisti
  • RLS e RLST.

 In particolare, gli interventi formativi dovranno essere orientati a contrastare i rischi di infortuni gravi e mortali, alla prevenzione delle malattie professionali e ai sistemi di gestione della sicurezza.

Saranno ammissibili soltanto progetti di formazione di natura “incrementale”, cioè aggiuntiva rispetto alla formazione obbligatoria prevista dalla disciplina vigente sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

La formazione dovrà essere articolata tenendo conto delle seguenti componenti:

  • formazione sui rischi specifici legati al comparto cui appartiene l’impresa e le misure specifiche messe in atto per prevenire tali rischi, nonché sulle procedure di sicurezza e di igiene di cui l’azienda si è dotata;
  • formazione per l’approfondimento delle particolari tipologie di rischio presenti nell’azienda e specificatamente legate alla mansione svolta dal lavoratore (o dal gruppo), sui dispositivi di sicurezza e sulle procedure di sicurezza relative alle macchine/impianti cui il lavoratore (o il gruppo) è addetto, oppure come momento di trasferimento e contestualizzazione dei contenuti acquisiti nei moduli precedenti;
  • formazione manageriale, prevista per coloro che ricoprono ruoli di responsabilità rispetto alla sicurezza, ivi compresi i Responsabili dei Lavoratori per la Sicurezza (SRL, SRLT); formazione su aspetti relativi alla comunicazione, alla gestione delle emergenze (momenti di crisi /di panico, situazioni di rischio specifiche, ecc.), ai modelli organizzativi e gestionali, alla valutazione del rischio lavoro-collegato ecc .

Ogni progetto dovrà valorizzare logiche di connessioni interaziendali e coinvolgere un minimo di 12 destinatari (almeno un lavoratore per impresa coinvolta). Risulteranno ammissibili anche progetti che coinvolgono un minimo di 12 destinatari a prescindere dal numero di imprese coinvolte.

 I soggetti che possono presentare i progetti sono:

  • organismi paritetici costituiti ai sensi del D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81, lettera ee) singolarmente se accreditati ai sensi della D.G.R. n. 682/2019, e/o eventualmente in ATI/ATS con Organismi di Formazione professionale accreditati per la macro tipologia della Formazione Continua e per l’Area di Attività “Sicurezza Aziendale”;
  • enti bilaterali come definiti dal D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, art. 2, per i comparti produttivi/territori in cui non siano ancora stati formalmente costituiti (con documentata esperienza pluriennale in materia di sicurezza sul Lavoro) singolarmente se accreditati ai sensi della D.G.R. n. 682/2019 o eventualmente in ATI/ATS con organismi di formazione professionale accreditati per la macro tipologia della Formazione Continua e per l’Area di Attività “Sicurezza Aziendale”;
  • organismi di formazione professionale accreditati ai sensi della D.G.R. n. 682/2019 per la macro tipologia della Formazione Continua e per l’Area di Attività “Sicurezza Aziendale”, nei settori dove non sia comprovata la presenza, nel territorio regionale di Organismi Paritetici o Enti Bilaterali. In tal caso
  • organismi di formazione professionale devono costituire ATI/ATS con almeno una associazione datoriale e una associazione dei prestatori dei lavoratori del settore di attività scelto

Le risorse attribuite al presente Avviso sono complessivamente pari a 1.679.000 euro. Il finanziamento massimo per ogni progetto è pari a 150.000 euro, anche in caso di più edizioni. Sono finanziabili fino ad un massimo di n. 2 progetti per ATI/ATS. I progetti devono essere presentati esclusivamente attraverso posta certificata, all’indirizzo PEC: affarigenerali0805@regione.lazio.legalmail.it con decorrenza dalla pubblicazione dell’avviso e fino a esaurimento delle risorse stanziate.

Scadenza: 31/12/2020 ore 18:00.

Grande successo del Bando Fondo Futuro 2019

Grande successo per la finestra 2019 del bando Fondo Futuro, che si è chiusa nel dicembre scorso. Sono infatti arrivate 973 domande valide, per oltre 23 milioni di euro di richieste di finanziamento, di cui 164, per oltre 3 milioni e 850 mila euro, provenienti dall’area del Cratere Sismico.

L’ingente numero di adesioni è il segno che questo avviso pubblico risponde a un reale bisogno del territorio e che l’iniziativa messa in campo va nella giusta direzione. Non a caso con le passate edizioni di Fondo Futuro sono stati erogati 2.053 finanziamenti per complessivi 47,1 milioni di euro. Ed è per questo si lavorerà per reperire le risorse necessarie per poter fare anche nel 2020 un’edizione di Fondo Futuro e venire così incontro alla richiesta che si è manifestata. Fondo Futuro, finanziato con i fondi europei del POR FSE, è pensato per garantire sostegno economico a persone che hanno difficoltà di accesso al credito, concedendo finanziamenti a tasso agevolato per avviare nuove imprese e sostenere l’attività di imprese esistenti. I destinatari sono microimprese, cooperative, società di persone e ditte individuali, costituite o in via di costituzione, che abbiano o intendano aprire la propria sede nella Regione Lazio e i soggetti titolari di partita Iva, anche non iscritti ad albi professionali, con domicilio fiscale nella regione Lazio.

Contributi a fondo perduto per l’efficientamento energetico delle imprese della Regione Puglia

Sono beneficiari del bando le microimprese, le imprese di piccola dimensione e le medie imprese dei settori del commercio, artigianato, ristorazione, ricettive, manifattura industriale, agroalimentare e di servizi.

Domande presentabili fino ad esaurimento fondi.

La copertura finanziaria del piano di investimento finanziato dalla misura è prevista nelle seguenti percentuali:

  • 30% mutuo a carico del Fondo Efficientamento Energetico Mutui;
  • 40% Sovvenzione diretta;
  • 30% mutuo a carico della banca finanziatrice.

Sono investimenti ammissibili interventi:

  1. Efficienza energetica;
  2. Cogenerazione ad alto rendimento;
  3. Produzione di energia da fonti rinnovabili fino ad un massimo del 70% dell’energia consumata mediamente nei 3 anni solari antecedenti

I progetti di investimento devono prevedere una spesa non inferiore a € 80.000 per unità locale e conseguire un risparmio di energia pari ad almeno il 10% dell’unità locale.

Sono spese ammissibili:

  1. Acquisto macchinari, impianti, attrezzature varie;
  2. Spese di progettazione ingegneristica e direzione lavori nel limite del 5% dell’investimento ammissibile;
  3. Spese per redazione diagnosi energetica fino ad un massimo di € 10.000;
  4. Interventi su involucri edilizi.

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