ConfeserFidi e il Microcredito a supporto delle Imprese

ConfeserFidi e il Microcredito a supporto delle Imprese

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Un importante giornata di lavoro è stata quella del 18 gennaio 2017 per ConfeserFidi, che ha illustrato durante il Workshop organizzato da RITMI, Galileo Network e MicroFinanza Rating a Milano presso la Camera di Commercio, la propria esperienza dello Strumento del Microcredito.

Un workshop volto a rafforzare la capacità degli operatori non bancari ad accedere misure di sostegno necessarie per operare nel campo del Microcredito e della Microfinanza. Questo incontro, nasce dall’esigenza di accompagnare, a partire delle migliori pratiche europee, i Confidi e altre organizzazioni finanziarie nello sviluppo delle capacità tecniche ed operative volte all’erogazione di servizi di Microcredito in Italia.

“Mi pregio di essere stata inviata a rappresentare – dice Consuelo Pacetto Esperta in Progettazione Comunitaria – ConfeserFidi, che risulta essere ancora una volta il primo o forse l’unico Confidi in Italia, a riuscire a reperire e quindi ad utilizzare i Fondi Comunitari, accedendo agli Strumenti Finanziari offerti dalla Programmazione Europea 2014-2020.

Nel mio intervento di ieri ho voluto sottolineare l’importanza del ruolo del Confidi nell’attività di Microcredito, a supporto delle PMI specialmente a coloro che corrono il rischio di cadere in povertà a causa di difficoltà potenzialmente transitorie, che non riescono a fronteggiare con l’aiuto del credito tradizionale in quanto sono considerati soggetti non “bancabili” o perché non sono in grado di fornire adeguate garanzie di solvibilità.

ConfeserFidi, grazie all’esperienza del Programma JEREMIE FSE – attraverso il quale sono state finanziate oltre 280 aziende di cui il 50% start-up – e alla futura gestione dei Programmi EaSI e EREM, rappresenta un modello di Best practise da seguire per i tanti Confidi che vorrebbero oggi affacciarsi al mondo degli Strumenti Finanziari Comunitari.

Microcredito che, oggi risulta essere poco “appetibile” alle Banche convenzionali, che ne riscuoterebbero interessi non sufficientemente remunerativi dei costi di gestione del servizio di credito, ma richiesto allo stesso tempo dal mondo dell’imprenditoriale per piccoli ma importanti momenti di difficoltà.”

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